NON SOLO OROLOGI. La Ferrari 250 GTO ottiene il riconoscimento di “opera d’arte”

il tribunale di bologna emette una storica sentenza, la prima per un’auto

22 GIUGNO 2019 | by ENRICO AURILI

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Il 20 giugno 2019 rimarrà una data storica per l’automobilismo e tutti gli amanti della Rossa di Maranello. La Sezione specializzata in materia di impresa del tribunale di Bologna, sulla base di un reclamo presentato dalla Ferrari, ha pronunciato un’importante sentenza con la quale ha riconosciuto la tutela del diritto d’autore di uno dei modelli d’auto più iconici, ovvero la Ferrari 250 GTO.

Immagine per cortesia di Ferrari SPA

Presentata per la prima volta nel 24 febbraio del 1962 come vettura da strada e da competizione, la comparizione ufficiale in pista avvenne nel corso della 12 Ore di Sebring dello stesso anno dove si classificò prima nella classe GT e seconda assoluta dietro all’altra Ferrari 250 TR.
Per il volere di Enzo Ferrari la nuova vettura nacque sulla base della 250 GT passo corto e di un motore da 12V a 3.0 litri. L’intento era quello di sviluppare un’automobile in linea con i regolamenti del Mondiale Marche del 1962 e allo stesso tempo realizzare una vettura in grado di sfidare in pista la più prestante Jaguar “E” Type. Al progetto che portò alla realizzazione dei due primi prototipi, di cui uno fu testato da Stirling Moss nel corso delle prove del Gran Premio d’Italia del 1961, fu l’ingegner capo Giotto Bizzarrini.

A seguito però della rivoluzione di palazzo avvenuta nell’autunno del ’61, nella quale diversi dirigenti e tecnici tra cui Bizzarrini furono licenziati, a proseguire nello sviluppo furono Sergio Scaglietti e l’appena arrivato Mauro Forghieri. Nel corso del lavoro la vettura subì varie e costanti modifiche come l’aggiunta dell’iconico spoiler sulla coda, il primo per una GT.
Nel corso di tre anni (’62, 63 e 64) e più di 500 apparizioni in pista il palmarès della Ferrari 250 GTO fu di tutto rispetto. Grazie ad una importante serie di vittorie sia di classe che assolute, la 250 GTO dominò il proprio campionato di appartenenza faticando solo nel 1964 quando si trovò a sfidare la AC Cobra da 400CV. In quell’anno per mantenere competitiva la vettura la carrozzeria fu aggiornata e alcuni modelli vennero conseguentemente ricarrozzati prendendo il nome di 250 GTO serie 2 o semplicemente 250 GTO/64.

Immagine per cortesia di RM Sotheby’s

Che nel mondo del collezionismo la Ferrari 250 GTO sia una delle vetture più amate e apprezzate lo dimostrano i vari riconoscimenti quanto i sbalorditivi risultati in asta. Già negli anni precedenti la Ferrari 250 GTO aveva strabiliato raggiungendo quotazioni da record, infrante ancora una volta nell’agosto del 2018 quando la casa d’aste RM Sotheby’s ne aggiudicò una alla cifra di USD 48.405.000 (circa EUR 41.780.000) stabilendo il prezzo più alto mai raggiunto in asta per un’automobile. Il precedente record apparteneva ad un’altra Ferrari 250 GTO venduta da Bonhams nel 2014 a USD 38.115.000.
La Ferrari venduta da Sotheby’s lo scorso anno era una 250 GTO prima serie con numero di telaio 3413 e ricarozzata nella versione del 1964. Nel 1962 questa vettura fu usata dal pilota Phil Hill (Campione del Mondo di Formula 1 con la Ferrari nel 1961) durante la Targa Florio mentre nei successivi anni l’auto ottenne altri storici risultati, tutti documentati nell’esaustiva descrizione della casa d’aste.

Dopo la sentenza promulgata dal tribunale di Bologna è lecito domandarsi se mai vedremo operare la medesima scelta per un orologio. In questo caso la platea di aspiranti modelli certamente non mancherebbe…

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2020-06-06T08:28:37+02:00
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